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GALATINA: ANTONICA REGISTRA LE DEFEZIONI DEI SOCIALISTI

I Socialisti Riformisti chiedono le dimissioni del sindaco e annunciano l'uscita dalla maggioranza. Antonica: "Pronta ad una verifica della giunta, ma perché dovrei dimettermi?"

Sono tempi di confronto all'interno dell'amministrazione galatinese, guidata dal sindaco Sandra Antonica: nei giorni scorsi, dopo che il gruppo dello Sdi aveva richiesto inaspettatamente le dimissioni del primo cittadino, anche i Socialisti Riformisti avevano fatto eco a quella richiesta, auspicando una verifica interna alla maggioranza di Palazzo Orsini. A chiedere in maniera perentoria le dimissioni del sindaco e della sua giunta, è in particolare il segretario cittadino dei Socialisti Riformisti, Tonio Spoti, soprattutto dopo quanto accaduto in sede dell'ultimo consiglio comunale con il voto relativo al piano finanziario del Centro Salento Ambiente, dove si è registrata una netta frattura all'interno della coalizione. Spoti sostiene come nei fatti non esista una chiara maggioranza, annunciando tra l'altro le dimissioni dell'assessore Peppino Spoti e l'abbandono della maggioranza del consigliere Giuseppe Marrocco. Ma il sindaco Antonica non tarda a rispondere, sottolineando di aver appreso solo dalla stampa locale le ragioni della perplessità del gruppo rispetto all'attuale maggioranza. Ed afferma rivolgendosi ai suoi interlocutori critici: "Spiace constatare che, ancora una volta, l'indirizzo della vostra polemica è il sindaco e la giunta.

Non lo capisco, ma mi adeguo. La situazione politica dopo il voto di maggio impone certamente la necessità di fare delle riflessioni e quindi anche a voi Socialisti Riformisti di dover valutare la vostra posizione. Ma questo non può e non deve paralizzare l'azione di governo di una maggioranza eletta nel 2006, peraltro, sulla base di un sistema politico - elettorale di altro tipo". "Attraverso la stampa - continua Antonica -, e non solo, avete più volte manifestato l'imbarazzo, non sempre da me condiviso, rispetto ad una coesistenza in Giunta con altri gruppi politici chiamati a governare dopo la vittoria del 2006". Il sindaco evidenzia come "decidere di fare il proprio dovere, non può dipendere da quello che fanno gli altri", ma "dalla nostra idea politica, dal senso del dovere nei confronti di chi ci ha dato fiducia e, soprattutto, dalla nostra responsabilità".

Il sindaco mette in risalto come questo rispetto della responsabilità debba essere fatto proprio da tutti i partiti che compongono la maggioranza, compreso il Partito Democratico, di cui la stessa Antonica fa parte. Il sindaco chiede ai socialisti di chiarire meglio le ragioni di una presa di distanza dalla giunta e dal consiglio, rilevando, tra l'altro, come già nel maggio 2007, sempre i Socialisti Riformisti si fossero resi protagonisti di un altro momento "di riflessione politica".

"Non posso e non voglio permettere a nessuno - precisa Antonica - di indebolire i risultati di questi due anni di amministrazione ottenuti a costo di sacrificio ed impegno costante" e ancora "Non posso pagare da sola il prezzo di una coalizione da troppo tempo dedita al litigio". Antonica, infine, si dice sorpresa della richiesta di dimissioni a lei rivolta, trovandola contraddittoria rispetto alla "volontà di voler continuare ad amministrare insieme a me la città", e facendo sorgere il sospetto che la presa di posizione dei Socialisti sia solo un voler prendere le distanze da atti che "seppur impopolari, sono necessari per la vita del paese". Il sindaco conclude annunciando che a breve effettuerà una verifica sull'operato della giunta, basata esclusivamente su valutazioni concernenti il merito.
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