Notizie da Galatina

Galatina, nuova vita per il Sert. Dopo 23 anni di buio

Gli operatori che curano i tossicodipendenti hanno lasciato i locali fatiscenti di via Scalfo. Da oggi hanno una nuova sede nell'ospedale. Il sindado Antonica: "Vinta una battaglia di civiltà"

Dopo 23 anni in angusti e fatiscenti locali del centro storico, allocati in via Sclafo, gli operatori del Sert di Galatina trovano una collocazione più consona e dignitosa per il delicato ruolo che svolgono: la cura dei tossicodipendenti. Da questa mattina hanno una nuova sede, all'interno dell'ospedale Santa Maria Novella: sette stanze a disposizione, tutte con bagno. "Ora finalmente potremo operare secondo la legge - dice Vittorio Scrimieri, responsabile del servizio- e diversificare gli interventi a secondo della tipologia dell'utenza. Avremo ambulatori dedicati ai minori ed alle loro famiglie mentre nella vecchia sede eravamo costretti ad ammassare le persone in un unico stanzone. Potremo gestire i ricoveri perché saremo anche chiamati a fare consulenza per l'ospedale. Aumenta per noi il lavoro ma siamo soddisfatti per tutto quello che finalmente riusciremo a dare. Sappiamo anche che l'Ausl si sta attivando per colmare le carenze di personale medico ed infermieristico che ancora abbiamo". Il Sert galatinese assiste oggi circa 150 persone, soprattutto dipendenti da eroina. Vi operano due medici, due assistenti sociali, due psicologi, due educatori, un sociologo, un legale ed un infermiere.

Erano alcuni anni che a Galatina perdurava la "battaglia" per il trasferimento dei locali. Il tira e molla cominciò con alcune foto scattate da Enzo Del Coco, oggi consigliere comunale delegato alla Sanità, alle strutture di via Scalfo e diffuse via internet attraverso il sito http://www.galatina.it. Nacque un turbine di interventi, con ispezioni ufficiali, visite di parlamentari (Antonio Rotundo), di consiglieri regionali (Antonio Maniglio), di consiglieri comunali di opposizione (Franco Romano, e Sandra Antonica, oggi sindaco) i quali esortarono il sindaco dell'epoca, Garrisi, a porre fine a questa situazione.

Lo stabile di via Scalfo, di proprietà comunale, era concesso in comodato d'uso gratuito all'Ausl. E' stato nel 2006 che la nuova amministrazione di centro-sinistra ha ripreso in mano la questione fino ad ottenere, con la collaborazione degli amministratori dell'Ausl l'attuale trasferimento. "I tossicodipendenti sono ammalati e vanno curati. Per due decenni Galatina li ha quasi nascosti nel suo centro storico - afferma il sindaco, Sandra Antonica - ora li riporta alla luce del giorno e questa amministrazione ottiene una piccola, grande vittoria di civiltà".

"Abbiamo ancora una volta dimostrato - dice Enzo Del Coco, colui che per primo evidenziò la situazione - che per ottenere risultati tangibili e di crescita per la nostra comunità bisogna lottare uniti e stare sempre dalla parte dei cittadini siano essi utenti o siano operatori. Il nostro impegno non si esaurisce con questa parziale vittoria. La battaglia che abbiamo intrapreso da tempo e che continueremo a portare avanti è quella contro tutte le dipendenze, distinguendo però sempre con chiarezza la malattia dall'ammalato che è un uomo e tale rimane anche quando assume, magari in maniera impropria, sostanze legali o illegali che siano".

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