Notizie da Galatina

Freddato con tre colpi d'arma un 39enne. Fermato un sospettato

Il fatto di sangue è avvenuto nelle campagne tra Collemeto e Galatone, La vittima, uccisa a pochi metri da casa, lascia la compagna e due figli. Le forze dell'ordine hanno fermato un 32enne, banconista di un bar nella zona

L'auto nella quale è avvenuto l'omicidio.

COLLEMETO (Galatina) -  Un omicidio ha stravolto l'inerzia di un pomeriggio quasi agostano. Nelle campagne tra Collemeto (frazione a 7 chilometri da Galatina) e Galatone, in località "Case Rosse", è stato colpito a morte, a colpi di arma da fuoco, un uomo di 39 anni: si tratta di Gianpiero Murinu, di Galatina. Il fatto di sangue si è verificato tra le poco prima delle 17 del pomeriggio. L'arma del delitto, a quanto pare una pistola, non sarebbe ancora stata ritrovata.  

La vittima, rinvenuta all'interno di una Lancia Phedra, risulterebbe incensurata. Agricoltore, lavorava in campagna, in un fondo coltivato ad angurie, e viveva da due anni in una casa sita a duecento metri circa dal luogo dell'omicidio. Sul posto si sono diretti i carabinieri della compagnia di Gallipoli, coordinati dal capitano Stefano Tosi, gli agenti del commissariato di polizia di Galatina, guidati dal vice questore Giovanni Bono, il personale del 118, il medico legale Alberto Tortorella e il pubblico ministero Paola Guglielmi, che sta coordinando gli investigatori.

Il movente è di natura passionale e il delitto è avvenuto durante un confronto tra la vittima e l'uomo che gli ha sparato. Tre, a quanto pare, sono stati i colpi esplosi, da distanza ravvicinta. Un proiettile s'è conficcato nella spalla destra, un altro nel petto. Quest'ultimo è risultato fatale. Diego Alfieri, un 32enne originario di Nardò, banconista del bar Alexander di via Kenedy, a Galatina, è stato rintracciato nel tardo pomeriggio in casa dai carabinieri,  interrogato a lungo nel commissariato di polizia di Galatina, per essere poi sottoposto a fermo, con l'accusa di omicidio doloso aggravato. Su di lui è stata effettuata la prova dello Stub per la rilevazione dei residui da sparo. foto ALFIERI Diego-2

Secondo le prime ricostruzioni, i due si sarebbero incontrati per un confronto, su richiesta di Murinu. Pare che questi sospettasse una relazione fra la sua compagna e il gestore del bar. Proprio per questo, Murinu e la compagna sono andati a prelevare Alfieri al bar, con l'auto, e si sono recati nelle campagne presso l'abitazione dell'agricoltore. Ma durante l'incontro chiarificatore, la situazione deve essere degenerata. Alfieri ha estratto la pistola, facendo fuoco.  

La salma del 39enne, che lascia l'attuale compagna (la quale avrebbe assistito al delitto) e due figli - un 14enne e un bambino che frequenta la scuola elementare - è stata trasportata presso la camera mortuaria del "Vito Fazzi" di Lecce.

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Commenti (5)

  • conoscevo Giampiero, eravamo nella stessa scuola, fondamentalmente era un buono, ragazzo tranquillo, poveraccio, e poi caro Franco, ne dici di stupidate vero???

  • Ciao Piero non meritavi questa fine,salutami Fabrizio e Laura ora che sei insieme a loro...

  • Avatar anonimo di franco
    franco

    colpa di queste benedette femmine, avrebbe fatto meglio a mollare tutto

    • dare la colpa alle "femmine" è la classica scusa che trovano uomini (perchè noi donne li chiamiamo così;) maschilisti che definiscono la violenza sulle donne "delitto passionale"e fuori contesto,proprio come è il commento che ho appena letto.in poche righe si buttano all'aria anni di lotta per l'uguaglianza,che ahimè ancora non c'è e a quanto pare è anche abbastanza lontana.

    • Caro Franco, Non esiste "femmina" come le definisci te da accusare qui. Siamo noi uomini gli animali veri a mettere l'orgoglio maschile, virile e stolto al primo posto - ben prima del buon senso e della razionalita'. Da quando in qua ci si presenta ad un appuntamento chiarificatore in aperta campagna e, per giunta, "preparati" con pistola in auto? Questo ho sempre odiato della mentalita' italiana e soprattutto del nostro Sud - scegliere sempre la via impulsiva e farsi giustizia a modo proprio. Forte sintomo dell'arretratezza in cui ancora versiamo. Con rammarico e pace all'anima del malcapitato.

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